Dopo l’arresto, gli inquirenti sono riusciti a risalire ai primi due appartamenti-bunker del superlatitante, entrambi si trovano a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani
Si spera risultino determinanti tutte le tracce di vita personale lasciate dal capomafia nei due immobili a lui collegati, che vanno ad aggiungersi agli elementi investigativi nelle mani degli inquirenti per capire a fondo chi fosse l’uomo che è sfuggito alla giustizia per oltre 30 anni.
Sono due gli appartamenti ritrovati dagli inquirenti dopo l’arresto del boss a lungo ricercato. Si tratta di due covi situati a poca distanza l’uno dall’altro nel paese di Campobello di Mazara, nel Trapanese. Un Paese di circa 11mila abitanti e a soli 8 chilometri da Castelvetrano, dove Matteo Messina Denaro è cresciuto e dal quale, a quanto pare, non si è mai allontanato. Perquisendo gli immobili gli investigatori hanno ritrovato molte tracce di vita che adesso potrebbero risultare molto utili, se non fondamentali, per cercare di ricostruire le sue abitudini e per arrivare a capire quale fosse la sua cerchia di fiancheggiatori che potrebbero averlo aiutato in questi lunghi anni di latitanza.
La maggior parte degli oggetti rinvenuti erano nell’appartamento di vicolo San Vito, il primo individuato dalle forze dell’ordine il 17 gennaio, in cui l’ex padrino ha vissuto negli ultimi sei mesi. All’interno i carabinieri del Ros hanno trovato gioielli, profumi, decine di paia di scarpe sneackers di marca, più modelli di occhiali ray-ban, un frigorifero ben rifornito, diverse ricevute di ristoranti. Segno di uno stile di vita improntato al lusso o perlomeno a non farsi mancare nulla, d’altronde è sempre stata conosciuta la sua passione per gli abiti costosi.
Potrebbero far sorridere, ma forse risultano alla fine soltanto inquietanti le tracce nell’appartamento che fanno capire come si sentisse un boss, un padrino della mafia. Il poster con l’immagine del mafioso per eccellenza al cinema, Marlon Brando nei panni di don Vito Corleone, nel film Il Padrino, con tanto di papillon e rosa rossa sul bavero della giacca. L’arte che si ispira alla realtà o la realtà che celebra l’arte. Così come suona quasi beffardo il poster del film Joker, nell’ultima versione, quella interpretata da Joaquin Phoenix. Oppure un piccolo quadro molto colorato dove spicca una scritta tratta da una citazione dello stesso Joker: “C’è sempre una via di uscita, ma se non la trovi SFONDA TUTTO”!.
Insomma, immagini che lasciano trapelare bene la personalità di chi, probabilmente, oramai si sentiva davvero invincibile. Ritrovati inoltre appesi alle pareti anche due poster raffiguranti un leone e una pantera, due belve molto feroci, d’altronde “belva” era uno dei soprannomi affibbiati a un gioviane Messina Denaro. Sul frigorifero ritrovato anche qualche magnete: da Masha e Orso a un altro raffigurante ancora una volta Marlon Brando ne Il Padrino con la scritta “Il padrino sono io”.