La vicenda è accaduta in Senegal dove una donna italiana di 65 anni si è sposata a sua insaputa con un uomo di 42 anni
Una storia incredibile quella che ha coinvolto una donna italiana di 65 anni che ha dovuto fare ricorso al Tribunale di Pavia per vedersi cancellare la trascrizione nel registro dello stato civile del proprio comune del matrimonio che aveva contratto in Senegal con un uomo del posto quasi vent’anni più giovane di lei.
Questa incredibile storia parte nel 2020 quando mentre la donna si trovava nel paese africano in tutto il mondo scoppiava la pandemia da Covid-19. In questo contesto sui generis le condizioni psicologiche della donna, già affetta da un comprovato disturbo della personalità, venivano messe ulteriormente in pericolo dalle contingenti difficoltà. Durante il suo soggiorno la donna aveva conosciuto un uomo del luogo molto più giovane di lei con il quale aveva iniziato ad intrattenere una relazione sentimentale. Quando l’uomo, un po’ per gioco e un po’ per vero amore le aveva chiesto di sposarlo lei aveva accettato senza remore. Nessun peso legale veniva dato dalla 65enne alla celebrazione che di lì a poco tempo l’aveva vista protagonista, pensando che si sarebbe trattato unicamente di una grande festa. Al ritorno in Italia però la sorpresa, il suo matrimonio, su richiesta dello sposo, era stato trascritto nel registro dello stato civile del suo comune.
La donna, assolutamente non intenzionata ad instaurare un vincolo coniugale effettivo ha quindi deciso di contattare un avvocato e intraprendere le pratiche legali per l’annullamento del suo matrimonio con la conseguente cancellazione della trascrizione nel registro. Nel corso del procedimento svoltosi presso il Tribunale di Pavia emergevano dalla testimonianza della donna curiosità esilaranti sulla vicenda. Pur confermando la proposta e l’accettazione, mai avrebbe pensato si trattasse di un vero matrimonio.
Addirittura il giorno del fatidico sì pensava di trovarsi in tutt’altro posto. “Pensavo fosse una festa folkloristica, non il mio matrimonio“, ha affermato la 65enne dinnanzi al giudice pavese rendendo ancora più particolare quanto accaduto. Il presunto marito invece era di tutt’altra idea continuando a premere il tasto sulla consapevolezza della donna del loro matrimonio considerata la proposta alla quale lei non aveva pensato minimamente di rifiutare. Alla fine del processo però il giudice ha ritenuto di abbracciare la tesi della donna e dei suoi legali che facendo leva quelle sue difficolta psichiche, ulteriormente aggravate dallo scoppio della pandemia e dal conseguente lockdown, si era trovata di fatto in una condizione di incapacità di intendere e di volere, tale da far dichiarare al giudice l’annullamento del matrimonio celebrato in Senegal per “incapacità naturale al momento della celebrazione”.