La Lazio piange la sua bandiera più grande: addio a Vincenzo D’Amico

A 68 anni scompare uno degli alfieri dello scudetto del 1974. Due mesi fa aveva annunciato sui social la sua malattia. La Lazio e il mondo del calcio piangono la scomparsa di Vincenzo D’Amico

Vincenzo D'Amico
Vincenzo D’Amico è morto al’età di 68 annil

La Lazio, i suoi tifosi e l’intero mondo del calcio, piange Vincenzo D’Amico. L’attaccante che con la maglia biancoceleste, vinse a diciotto anni lo scudetto nel 1974, è morto a 68 anni a causa di un male incurabile. A maggio scorso fu lui stesso ad annunciare sui social la malattia. “Mi dicono che i malati oncologici tirano fuori forze inaspettate. Io ci sto provando”, aveva scritto sui social.

D’Amico si è arreso alla malattia, che lo ha trascinato nel paradiso degli eroi biancocelesti, al fianco di Tommaso Maestrelli, Giorgio Chinaglia, Pino Wilson, del presidente Lenzini e di tutti gli altri sfortunati protagonisti di quella squadra: amata, idolatrata, ma per certi versi maledetta. Ha vestito la maglia della Lazio, onorandola, difendendola e ottenendo sul campo risultati straordinari: ha vinto lo scudetto giocando un intero campionato da titolare; ha guidato da capitano una manica di ragazzini alla salvezza mentre intorno a lui la squadra crollava sotto i colpi della giustizia sportiva; ha riportato la Lazio in serie A e l’ha condotta alla salvezza segnando gol decisivi. “Nell’anno della salvezza ho tirato almeno cinque o sei rigori decisivi: sullo 0-0, sull’1-o per gli avversari o nei minuti finali. Se ci penso ancora oggi mi vengono i brividi: come ho fatto a segnarli? Chiudevo gli occhi e pregavo”, ci ha confidato in una delle sue ultime interviste.

Per la Lazio ha dato tutto. “La sento dentro di me e ce l’ho tatuata sulla pelle”, disse mostrando il tatuaggio di una testa d’aquila. Amava divertirsi, scherzare su tutto. La sua grande forza era il saper prendere con leggerezza tutto: dal calcio al lavoro. “Nella Lazio Bob Lovati rappresenta il 51% di storia, io mi accontento del 49%”, amava ripetere tra il serio e l’ironico. Era una battuta, ma nascondeva una grandissima verità. Ha guidato la Lazio ovunque e senza mai macchiarsi di errori. Fu costretto, per motivi di bilancio, a lasciare il club per trasferirsi al Torino. Con quei soldi la società evitò il fallimento. Ma dopo un anno fu lui stesso a portare avanti la trattativa con il presidente granata per tornare nella capitale. “Se avessi avuto un procuratore avrei guadagnato di più, ma sarei stato meno felice – disse, ricordando quei momenti – io non ho mai preteso nulla, mi accontentavo di quello che mi davano. Ma mi bastava”.

Vincenzo D'Amico
Vincenzo D’Amico è morto a 68 anni – Ansa –

Per le statistiche ha vestito la maglia della Lazio per 338 volte, segnando 51 gol. Ma mai nessun numero potrà mai spiegare quello che realmente ha rappresentato per la Lazio e per i laziali. Con i biancocelesti ha anche giocato nel calcio a 5 Master e ha fatto l’allenatore nelle giovanili. Si è confrontato quotidianamente con tifosi e addetti ai lavori nelle lunghe ore di diretta nelle radio e nelle tv romane. Sempre con lo stesso spirito critico e canzoniero. E’ stata una guida per milioni di tifosi, che con lui ogni anno si ritrovavano la notte tra l’8 e il 9 gennaio a Piazza della Libertà. Ha fatto innamorare, divertire ed appassionare un’intera tifoseria. Che ora piange la sua scomparsa. Addio Golden Boy, il calcio piange una delle sue stelle più brillanti e imprevedibili.

Il cordoglio della S.S.Lazio: “Non ti dimenticheremo mai”

Alle numerose dimostrazioni di affetto per Vincenzo D’Amico si è unito anche il presidente della Lazio Claudio Lotito, con una nota apparsa sul sito del club: “Il presidente Claudio Lotito e tutta la S.S. Lazio apprendono con estremo dolore e profonda commozione la notizia della scomparsa di Vincenzo D’Amico, protagonista indiscusso dello Scudetto 1973/74. Leggenda biancoceleste e coraggioso capitano nei momenti difficili della Società, Vincenzino, come tanti lo hanno sempre continuato a chiamare, ha fatto innamorare i tifosi di diverse generazioni con le sue magie in campo e il suo infinito attaccamento alla maglia. D’Amico ha giocato nella Lazio dal 1971 al 1980 e, dopo un anno al Torino, dal 1981 al 1986: mai ha fatto mancare passione, impegno e dedizione ai colori biancocelesti. Il presidente Lotito, a nome di tutto il Club, rivolge alla sua famiglia e ai suoi cari le più sincere condoglianze. Non ti dimenticheremo mai, Vincenzo!“.

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