E’ di poco fa la triste notizia della scomparsa della bandiera laziale. A ricordare il collega, ma soprattutto l’amico, ci ha pensato un altro punto fermo della storia laziale
“Mi dicono che i malati oncologici tirano fuori forze inaspettate. Io ci sto provando”, aveva scritto sui social qualche settimana fa Vincenzo D’Amico, annunciando così la terribile malattia e dimostrando ancora una volta che ‘non mollare mai‘ è uno stile di vita per i laziali. Soprattutto per quelli come lui, che questa squadra e questa tifoseria ce l’hanno tatuate nel cuore. Un amore viscerale quello tra Vincenzo, la Lazio e i laziali, che non finirà mai neanche con la terribile notizia di oggi: a 68 anni è venuto a mancare il Golden Boy biancoceleste.
Un lutto che ha colpito il mondo Lazio e non solo; tante infatti sono le dimostrazioni d’affetto indirizzate a Vincenzo D’Amico. Un pensiero commosso, in ricordo del collega ma soprattutto dell’amico, lo ha fatto Giancarlo Oddi in esclusiva a Notizie.com: “Ieri sono stato da lui e non è mai riuscito ad aprire gli occhi“, segno evidente quindi che la situazione purtroppo stava peggiorando. “E’ morto un fratello minore – prosegue l’ex difensore laziale – bravo e simpatico. Come giocatore non si discute, ma come persona era unica. Una bella persona, si dice sempre così, ma per me era davvero questo“.
“Non me l’aspettavo, purtroppo è andata così“, un fulmine a ciel sereno anche per Oddi che con D’Amico ha condiviso l’amore per la Lazio, lo scudetto, lo spogliatoio e una speciale amicizia. Il primo pensiero che viene nominandoli è quello del primo scudetto biancoceleste, ma Oddi sottolinea: “Vincenzo è stato un grandissimo; un anno ha praticamente salvato la Lazio da solo. Non è stato bravo solo con la squadra dello scudetto, ma anche dopo: era giusto che prendesse la fascia da capitano, ha dimostrato di essere un valido calciatore ed un grande uomo”.

Infine Oddi chiosa con un affettuoso ricordo all’amico di mille avventure, in campo e fuori: “Di episodi condivisi con lui ce ne sono tantissimi, ma in momenti come questi non riesci a focalizzare niente. Fino ad una settimana fa ci chiamavamo sempre. Parlavamo del più e del meno, anche delle sciocchezze talvolta. Ridevamo, scherzavamo. Sentendolo tutto si poteva immaginare tranne che questo“.