L’ultimo saluto a Vincenzo D’Amico: i funerali a Roma (Foto e Video)

La Roma biancoceleste si stringe intorno al ricordo di Vincenzo D’Amico, scomparso a 68 anni. Cori, striscioni e tanto amore per la “bandiera immortale”

Una piazza piena, colorata di bandiere e vessilli biancocelesti. Tutti in fila per salutare Vincenzo D’Amico, una delle ultime grandi bandiere del nostro calcio. La sua morte ha portato un velo di tristezza e di commozione nel cuore dei tifosi biancocelesti e di tutto il mondo del calcio. D’Amico ha onorato e rappresentato al meglio la storia del club capitolino. Ha vinto da protagonista uno scudetto a soli vent’anni, poi ha difeso la maglia biancoceleste nei momenti più complicati, caricandosi sulle spalle la squadra e salvandola da situazioni complicate.

Il saluto degli Ultras a Vincenzo D’Amico – Notizie.com20230704

Oggi tutto il mondo laziale si è riunito per celebrare l’ultimo saluto alla sua bandiera. “Chi non tradisce diviene immortale. Onore a Vincenzo vero laziale”, lo striscione che gli Ultras della Lazio hanno mostrato di fronte alla chiesa dove è stato celebrato il suo funerale. Cori, striscioni, canti e  tanto rispetto, per un uomo che ha rappresentato (in tutte le sue sfaccettature) al meglio la storia del club capitolino.

Il feretro è stato portato a spalla dai suoi ex compagni e dai figli dei rappresentanti del 1974: Bruno Giordano e Giancarlo Oddi, visibilmente commossi, erano in prima linea, seguiti da James Wilson, Stefano Re Cecconi e Massimo Maestrelli, figli del capitano della squadra campione d’Italia, del tecnico e del centrocampista che ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi. Lo spirito che da sempre accompagna i tifosi della Lazio e che si tramanda senza soluzione di continuità Di Padre in Figlio, è emerso in tutta la sua forza.


La Roma biancoceleste si è commossa, stretta nel ricordo di una persona che ha amato e rispettato e che negli anni ha apprezzato in tutti i suoi ruoli: calciatore, capitano, bandiera, allenatore, opinionista radio e tv. Per l’ultimo saluto Vincenzino ha riunito i laziali di ogni età: quelli che l’hanno visto giocare e quelli che lo hanno ascoltato nelle tante dirette dedicate al club capitolino o che con lui si trovavano a festeggiare il capodanno del club la notte tra l’8 e il nove gennaio a Piazza della Libertà. Della Lazio di oggi erano presenti Danilo Cataldi (romano e laziale) e il presidente Claudio Lotito.

Le parole di Lotito

Il patron biancoceleste, al termine della cerimonia funebre lo ha ricordato così: “Una grave perdita. Stiamo parlando una persona che ha fatto la storia del nostro club, entrato nel cuore dei nostri tifosi. È stato un punto di riferimento e questo è un momento di grande tristezza. Ho sentito il dovere e l’obbligo di essere presente per testimoniare che la nostra storia non viene mai dispersa e dimenticata. Rimarrà anche per il futuro, per l’esempio e per i comportamenti di attaccamento ai nostri colori biancocelesti. Stiamo predisponendo una serie di attività per vedere che tipo di iniziative intraprendere. Ancora possibili bandiere di questo genere? Io penso di sì. Si tratta di impostare un ragionamento e un atteggiamento nei confronti dei tesserati diverso da quello che è solo legato alla prestazione sportiva basato sulla remunerazione. Dobbiamo entrare nel cuore e nella testa di questa gente attraverso i valori dello sport, che prevedono anche e soprattutto l’attaccamento alla maglia e al club, per il quale combattono sul campo non solo per gli interessi materiali ma per l’orgoglio all’appartenenza e soprattutto testimoniare anche i valori del club al quale appartengono“.

Video di Carlo Roscito

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