Viminale, manifestanti scendono in piazza e sfidano Giuseppe Conte: âDimissioni, vergognaâ [VIDEO]
Dopo gli scontri che si sono verificati sia a Pisa che a Firenze la manifestazione degli studenti è andata in scena anche nella serata di ieri. La stessa si è trasformata in un vero e proprio corteo contro il Viminale. Sembrava che tutto stesse per andare nel verso giusto fino a quando un gruppo di studenti non ha interrotto le trattative con quelli della Digos andando a raggiungere il Viminale. Fortunatamente in questo caso non câè stata alcuna carica da parte della polizia.
Gli studenti, però, hanno gridato ad alta voce le dimissioni e piĂš volte la parola âVergognaâ. Nel mirino il ministro dellâInterno, Matteo Piantedosi ed anche i poliziotti presenti e che si trovavano sotto il palazzo governativo. Secondo quanto riportato da alcuni testimoni pare che ci sia stato anche un lancio di fumogeni da parte del gruppetto di studenti, ma nulla piĂš. Poi il tutto si è risolto quando lo stesso gruppetto si è distaccato ed ha iniziato ad intonare cori in favore della Palestina.Â
I manifestanti, fanno sapere, non si sono mai avvicinati al dispositivo di sicurezza. Una manifestazione che è stata concessa per una questione di ordine pubblico e di sicurezza. Allâimprovviso, durante la protesta, si è vesto anche Giuseppe Conte. Lâattuale numero uno del Movimento 5 Stelle ha acceso gli animi.
Queste sono alcune delle sue dichiarazioni in merito: âSe sono necessarie le dimissioni di Piantedosi? Noi abbiamo chiesto che il ministro venga tempestivamente con unâinformativa urgente a riferire in Parlamento, è assolutamente doveroso. Però non vorrei scaricare sulla singola figura del ministro una responsabilitĂ collettiva del governo di questo clima repressivoâ.
I manifestanti, però, ne hanno avuto anche per lui e lo hanno pesantemente contestato. Dopo lâex premier si è visto anche lâex segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. Anche questâultimo è stato al fianco degli studenti in piazza Beniamino Gigli: âNoi e le forze dellâordine, in ruoli diversi, abbiamo lo stesso compito: difendere la Costituzione, la libertĂ e la democrazia. Per questo denunciamo chi sbagliaâ.Â