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Cronaca

Due bambini con i loro cani sopravvivono per 4 notti in una foresta con lupi e orsi

Published by
Marco Ercole

Due bambini, mentre erano a caccia con il nonno, si sono persi nel bosco dove hanno resistito per 4 giorni prima del loro ritrovamento

Sembra una storia perfetta per un film americano. Uno di quelli angosciosi, ma a tratti anche eroici e con un finale lieto che rende più leggera la trama. Eppure, quello che è accaduto in Russia è un episodio reale che ha tenuto con il fiato sospeso centinaia di persone. I protagonisti della vicenda sono due bambini: Grisha e Kilpa Krepp, due fratelli rispettivamente di 12 e 10 anni. Si erano recai a pesca insieme al nonno e ai loro due beagle, quando a un certo punto sono spariti. L’uomo si è trovato da solo e terrorizzato si è messo a cercarle senza alcun risultato.

Due bambini sopravvivono 4 giorni nel bosco tra lupi e orsi (Pixabay) – Notizie.com

Tornato a casa ha lanciato l’allarme. Le ricerche sono partite immediatamente e hanno chiamato in causa circa 650 persone. In gruppi separati hanno perlustrato il bosco per quattro giorni, fino a quando non sono riusciti a ritrovarli. I bambini erano abbracciati, infreddoliti e in compagnia dei due cani che hanno vegliato su di loro per tutto il tempo. Portate in ospedale dove sono stati curati, hanno raccontato della loro sopravvivenza e, in particolar modo, di un incontro prima con un branco di lupi e poi con un orso. In preda alla paura, sono state salvate dai loro amici a quattro zampe che, abbaiando, hanno fatto fuggire i minacciosi animali.

Le condizioni dei due bambini sopravvissuti nella foresta

Un’avventura terrificante, ma alla quale sono riusciti arditamente a sopravvivere. La loro forza d’animo era ben nota nella famiglia, la stessa madre quando li ha potuti riabbracciare gli ha detto: “Non ero preoccupata, credevo in voi. Sapevo che stavate bene” – prima di fare mea culpa – “Non avrei dovuto lasciarli soli con il nonno, ma ero a lavoro in città“. Le loro condizioni, però, non erano delle migliori. I primi esame in ospedale hanno rivelato che erano in uno stato di ipotermia, causato dalle fredde temperature russe, di disidratazione e piene di punture di insetti.

I due bambini erano in ipotermia (Pixabay) – Notizie.com

Fortunatamente non sono mai stati in pericolo di vita. La loro esperienza ai margini dei centri abitati gli ha permesso di sviluppare una capacità di sopravvivenza non indifferente. Basti pensare che hanno confessato che, per superare la fame, hanno avuto l’ardore di mangiarsi alcune uova di quaglia che avevano trovato in un nido. Il soccorritore che li ha ritrovati – Igor Grekov – ha, inoltre, raccontato di non aver notato nei loro volti paura, ma solo la soddisfazione di aver finalmente rivisto un essere umano dopo giorni di agonia: “Stavamo girando per la zona su due quad quando abbiamo trovato i bambini. Erano calmi“.

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Marco Ercole