Regionali Veneto, la sfida è su due fronti: Lega e Fratelli d’Italia si contenderanno il post Zaia

È il momento di guardare i numeri per i partiti di maggioranza di centrodestra. La Lega arretra mentre Forza Italia avanza. Ma la prossima sfida in Veneto è tra il Carroccio e FdI. 

Le ultime elezioni regionali in Umbria ed Emilia Romagna hanno segnato una x sulle vittorie del centrosinistra, con il Pd ancora una volta primo partito delle opposizioni. I prossimi governatori verranno eletti nei “feudi” di due big: il Veneto di Luca Zaia e la Campania di Vincenzo De Luca.

Luca Zaia, governatore del Veneto, saluta gli elettori
Regionali Veneto, la sfida è su due fronti: Lega e Fratelli d’Italia si contenderanno il post Zaia (Ansa Foto) – notizie.com

Parliamo del caso del Veneto. Il partito della premier Giorgia Meloni è passato dal 2,6% dei consensi al 37,6. La Lega è scesa dal 49,9% al 13,2.

L’inversione di tendenza secondo alcuni esperti non è legata all’operato di Zaia. Ai veneti piace Giorgia Meloni e votano Fratelli d’Italia per questo. Alle regionali del 2015 Fdi ha ottenuto il 2,6% dei voti, alle politiche del 2018 il 3,7%.  Europee del 2019 il 6,8%. Alle regionali del 2020 il 9,6%. Politiche del 2022 il 32%. E alle ultime europee del 2020 è arrivato al 37,6%.

La Lega invece è passata dal 17,8% del 2015 al 32% del 2018. Alle europee del 2019 ha ottenuto il 49,9% dei consensi mentre nel 2020 il 16,9%. Alle politiche del 2022 il 14,4% e alle europee del 2024 il 13,2%.

I consensi nei confronti di Luca Zaia sono rimasti indiscussi anche nei momenti di calo della Lega. Ad esempio alle regionali del 2015, quando il Carroccio era al 17,8%, la Lista Zaia otteneva il 23,1%. Stessa situazione alle regionali del 2020 (periodo della pandemia di Covid-19). Mentre il partito di Matteo Salvini era al 16,9%, la Lista Zaia otteneva il 44,6% dei consensi.

Il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia

I numeri sono numeri. Luca Zaia in Veneto è presidente al secondo mandato e di recente ha dichiarato di non voler provare ad aggirare il limite di due: “Appena arrivato in Regione, diligentemente ho recepito la legge che blocca i due mandati”. 

Gli esperti non hanno dubbi. Se per assurdo Zaia si candidasse, diventerebbe presidente del Veneto ancora una volta. Ma non potendo farlo, Lega e Fratelli d’Italia dovranno scontrarsi sui numeri. Da un lato il Carroccio dovrà cedere una regione dal sempre “verde”. Dall’altro Fratelli d’Italia dovrà rivendicare la sua vittoria e cercare di avere la meglio sul passato.

Vertice tra la premier Giorgia Meloni e i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini a Bruxelles
Il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia (Ansa Foto) – notizie.com

In Veneto è già aperto il toto-nomi con due candidati della Lega e altrettanti di Fratelli d’Italia. Il Carroccio starebbe puntando su Mario Conte, 45anni, sindaco di Treviso. Proprio lui di recente ha annunciato che non ha intenzione di fare un passo indietro: la Regione Veneto è della Lega e tale dovrà restare: “Se Salvini si piega” a Fratelli d’Italia “andremo da soli”.

L’altro papabile nome è quello di Alberto Stefani, trentadue anni, segretario regionale della Lega Veneta e deputato di questa legislatura. Stefani è presidente della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e componente della commissione Affari Costituzionali.

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Per quanto riguarda Fratelli d’Italia invece, i due papabili al momento sono Luca De Carlo ed Elena Donazzan. Il primo ha 52 anni, nel 2022 è stato eletto al Senato per la seconda volta. È componente della commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e della commissione Commercio.

Ma la più “meritevole” potrebbe essere proprio Elena Donazzan. Nelle ultime due giunte regionali è stata assessora e alle europee è stata eletta con il partito di Giorgia Meloni. Adesso potrebbe voler passare all’incasso ed equilibrare la bilancia all’interno della coalizione di centrodestra in Veneto.

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