Il tennista romano, protagonista di un buon avvio di stagione, ha completato la sua rimonta: tifosi entusiasti
Lo aveva detto. Lo aveva prefissato come obiettivo per la parte finale della scorsa stagione. E non importa se ci è riuscito con qualche mese di ritardo. Matteo Berrettini, ex numero 6 del mondo nonché finalista dell’edizione 2021 di Wimbledon, può ben dire di aver scavato a fondo nelle sue motivazioni, nel senso del lavoro, nella resilienza, per ottenere ciò che voleva. Un punto di arrivo, certo, ma anche un punto di partenza per i successi futuri.
Tornato in campo all’inizio di marzo 2024 dopo un’assenza di oltre sei mesi – gentile ‘regalo’ dell’infortunio occorso sui campi di Flushing Meadows il 31 agosto del 20223, durante il match col francese Rinderknech – il tennista romano si è ritrovato in 154esima posizione. Con una disabitudine alle competizioni e con un ranking che certo non hanno aiutato e l’ingresso nel tabellone principale dei maggiori tornei, e la stessa resistenza, fisica e mentale, allo sforzo.
Con una rimonta forse lenta, quanto meno all’inizio, ma inesorabile, l’ex allievo di Vincenzo Santopadre hamesso in cascina tre tornei ATP 250 (Marrakech, Gstaad e Kitzbuhel), grazie ai quali ha iniziato la sua progressiva scalata in classifica. Finito l’anno a ridosso delle prime 32 posizioni (quelle che garantiscono lo status di testa di serie nei tornei del Grande Slam), il 28enne romano ha definitivamente ritrovato se stesso in quel di Malaga. Dove, grazie alle sue vittorie, ha contribuito enormemente al bis dell’Italtennis in Coppa Davis. La missione però doveva ancora esser portata a termine.
Berrettini in Top 30, fans in delirio: ora viene il bello
Nonostante non abbia fato grande strada agli Australian Open – competizione che lo ha visto estromesso da Holger Rune, sua vera bestia nera, in regime di secondo turno – Matteo ha continuato a rosicchiare posizioni, approfittando dei punti comunque guadagnati in Australia, data la sua mancata partecipazione al Major nell’anno prima. Eliminato ai sedicesimi di finale di Rotterdam dal padrone di casa Tallon Griekspoor, Matteo è volato in Qatar, dove ha disputato un gran torneo, impreziosito dalla vittoria, la prima in carriera, contro Novak Djokovic nel match d’esordio.
Servita la rivincita contro il tennista olandese nel secondo turno della competizione, Berrettini si è successivamente arreso in tre set a Jack Draper, continuando a mostrare evidenti progressi. Miglioramenti che, finalmente, hanno avuto un riscontro concreto nel ranking ATP.
Già perché il lunedì successivo al torneo asiatico, quando l’ATP ha aggiornato la classifica, Matteo si è ritrovato in 30esima posizione, pronto a sfruttare tutti i vantaggi che una simile casella può dare, per i motivi sopra esposti. I prossimi appuntamenti saranno decisivi per capire se la scalata è destinata a continuare: il nuovo obiettivo dichiarato è quello di riprendersi il posto in Top 20, un club esclusivo di cui ‘The Hammer‘ è stato un membro fisso negli ultimi anni. Fino al maledetto 2023.