È attesa per oggi la firma dell’accordo sulle cosiddette terre rare, che significa né più né meno che sfruttamento minerario, tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ed il suo omologo statunitense Donald Trump.
Zelensky è atteso a Washington per il patto negoziato su richiesta insistente di Trump, il quale intende ottenere una contropartita per l’ampio sostegno militare ed economico fornito dagli Stati Uniti a Kiev.
Giorni di accuse e di tensione hanno accompagnato i negoziati. Tanto che Trump ha anche definito Zelensky “un dittatore” e un “comico mediocre”. Salvo rimangiarsi quelle affermazioni poche ore fa. “Zelensky è già in viaggio – ha detto Trump – e firmeremo l’accordo insieme, probabilmente davanti ai media, e avremo una buona conversazione”. Alla domanda se pensasse ancora che Zelensky fosse un dittatore, ha risposto: “L’ho detto io? Non ci posso credere”.
I due sono stati impegnati ieri in due distinti incontri istituzionali. Trump ha incontrato alla Casa Bianca il primo ministro britannico Keir Starmer parlando della guerra tra Ucraina e Russia. Zelensky, invece, si trovava a Dublino con il primo ministro irlandese Micheal Martin. “Abbiamo discusso dei passi da compiere per porre fine alla guerra con una pace garantita per l’Ucraina e per l’intera Europa, – ha detto il presidente – nonché delle garanzie di sicurezza e della cooperazione nel cammino dell’Ucraina verso l’Unione Europea. Siamo grati all’Irlanda per averci sostenuto su tutti questi fronti”.
Secondo il presidente statunitense l’accordo sui minerali “stimolerà la prosperità dell’Ucraina”
Sono ore di attesa, insomma, per Usa, Ucraina ed Europa. Secondo il presidente statunitense l’accordo sui minerali “stimolerà la prosperità dell’Ucraina. Vogliamo lavorare con Zelesnky. Ho molto rispetto per il presidente ucraino e per l’Ucraina, che sono stati molto coraggiosi. Penso che domani mattina avremo un incontro molto positivo. Andremo d’accordo. Gli abbiamo fornito molta attrezzatura e molti soldi, ma hanno combattuto molto coraggiosamente, qualunque sia il punto di vista. Hanno davvero combattuto. Qualcuno doveva utilizzare quell’attrezzatura, e in questo senso sono stati molto coraggiosi”.
Stando ad alcune indiscrezioni, però, Trump inizialmente ha rifiutato di ricevere Zelensky, ma il presidente francese Emmanuel Macron lo ha convinto del contrario. Trump ha detto che gli Stati Uniti si aspettavano che l’Ucraina fornisse l’accesso alle sue terre rare in cambio di assistenza finanziaria e militare. Zelensky ha però respinto l’accordo originale, sostenendo che era contrario agli interessi dell’Ucraina. L’accordo è stato poi rivisto. Non è un caso che gli Usa siano interessati alle materie critiche e strategiche. Le terre rare, gruppo di 17 elementi chimici tra cui titanio, manganese, grafite e litio, vengono utilizzati in vari settori della componentistica tecnologica: dall’industria energetica all’automotive.
L’estrazione dei materiali è costosa e in alcuni casi dannosa per l’ambiente
Si trovano nelle turbine eoliche, nei serbatoi, nelle auto elettriche, negli smartphone e negli elettrolizzatori. Gli Stati Uniti dispongono molte di queste materie prime nel loro territorio, ma spesso tali quantità non sono sufficienti a soddisfare la domanda delle aziende. Inoltre, l’estrazione dei materiali è costosa e in alcuni casi dannosa per l’ambiente, il che rende la loro importazione ancora più importante per gli Stati Uniti.
Un esempio è il titanio, metallo molto resistente e relativamente leggero, adatto all’impiego in leghe leggere per veicoli aerospaziali o militari. Nel 2022, anno di inizio della guerra, l’Ucraina ha prodotto circa 500mila tonnellate di materie prime per la produzione di titanio, mentre nello stesso anno gli Stati Uniti ne hanno prodotte solo 300mila. La Cina, principale concorrente degli Stati Uniti, ha prodotto oltre 6 milioni di tonnellate di tali materie prime. Le aziende americane, non è un segreto, dipendono fortemente dalle terre rare provenienti dalla Cina: rappresentano circa il 70% delle importazioni.