“Ascoltatemi tutti bene. Sta parlando con voi il capo dei maranza. Andiamo tutti insieme al sud, voglio solo gente seria. Adesso vi facciamo vedere chi comanda al sud”.
Sono queste le parole di un giovane streamer torinese, un 24enne di origini marocchine, contenute in un video che in pochi giorni si è diffuso a macchia d’olio in ogni parte d’Italia. Una tremenda sfida social, partita da TikTok, che è stata “raccolta” in tutte le regioni meridionali, dalla Campania, alla Puglia, alla Calabria e alla Sicilia.
Una sfida che promette violenza ed una data precisa: il 1 marzo, domani. Non è ben chiaro da dove sia partita una campagna che non promette nulla di buono. Secondo alcune versioni tutto sarebbe cominciato a seguito dei disordini avvenuti dopo il match tra Reggiana e Carrarese una settimana fa. Disordini che non hanno riguardato le due tifoserie, bensì un gruppo di bulli, i cosiddetti maranza appunto, nei pressi di un centro commerciale, dove poi si sono riparati dall’assalto degli ultras, creando il panico tra gli avventori della struttura.
“Tutti scapperanno, perché i maranza attaccheranno il sud”
Provocazione dopo provocazione, sarebbe quindi giunta la “chiamata alle armi” via social. Dei maranza si è cominciato a parlare circa tre anni fa. Si tratta di ragazzi, poco più che adolescenti, che si stanno rendendo sempre più protagonisti di estorsioni, minacce e aggressioni in molte città del nord. Un fenomeno nato sui social media, in particolare dalla piattaforma TikTok.
“Stiamo radunando un ‘botto’ di maranza per partire in Frecciarossa al sud almeno in mille senza biglietto. – dice in un video un altro ragazzo – Tutti scapperanno, perché i maranza attaccheranno il sud. Ho deciso di fare un raduno in centro a Torino il 1 marzo. Facciamo vedere a quelli del sud la vita reale, non i film di Gomorra. Da là scendiamo fino in Sicilia”.
Le risposte non si sono fatte attendere: “Vi aspettiamo”. L’appuntamento del 1 marzo potrebbe non essere casuale. Nel capoluogo partenopeo, infatti, è previsto il match tra Napoli e Inter. Dai social si rischia di passare drammaticamente alla vita reale. Sul caso stanno già indagando la polizia postale e la Digos di Napoli che ha intensificato, in raccordo con altre questure, i monitoraggi su strada e sul web dopo la sfida social lanciata dai maranza.
Interrogazione al Ministro Matteo Piantedosi
Al momento, secondo quanto si apprende non emergono criticità, al di là dei botta e risposta e delle esternazioni di vario tenore sui social. Del caso se ne sta occupando in queste ore anche la politica. “Bisogna intervenire subito, prima che questa folle minaccia possa trasformarsi in qualcosa di più grave e violento. – ha detto il presidente della Commissione Politiche giovanili e del Lavoro di Napoli Luigi Musto – Ritengo opportuno che il sindaco Gaetano Manfredi interpelli sulla questione anche il Ministro dell’Interno”.
L’interrogazione al Ministro Matteo Piantedosi è stata presentata dal senatore della Lega Gianluca Cantalamessa, coordinatore provinciale di Napoli e Avellino. “Decine di giovani e giovanissimi abbigliati come trapper e appartenenti a gruppi di maranza hanno lanciato sui social una sfida al sud. – ha affermato Cantalamessa – Dobbiamo evitare che Napoli sia tenuta in scacco da questi ‘fenomeni’, soliti postare video carichi di odio e inni alla violenza, che minacciano seriamente la sicurezza nelle nostre città“.