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Cronaca

Kidflix, l’orrore è finito: 79 arresti, chiusa la piattaforma pedopornografica con 2 milioni di utenti

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Francesco Ferrigno

È finalmente arrivata la fine di Kidflix, una delle principali piattaforme online di sfruttamento sessuale dei minori con quasi due milioni di utenti.

Kidflix, l’orrore è finito: 79 arresti, chiusa la piattaforma pedopornografica con 2 milioni di utenti (EUROPOL FOTO) – Notizie.com

L’operazione Stream è stata messa a segno dall’Europol ed ha portato a 79 arresti ed oltre 1400 indagati in 35 Paesi in tutto il mondo. L’Italia ha preso parte al blitz con il Servizio di polizia postale e di sicurezza informatica della polizia di stato.

È stato stimato che un totale di 1,8 milioni di utenti in tutto il mondo hanno effettuato almeno una volta l’accesso alla piattaforma tra aprile 2022 e marzo 2025. L’11 marzo 2025, il server, che conteneva circa 72mila video, è stato sequestrato dalle autorità. Alcuni degli arrestati non solo hanno caricato e guardato video, ma hanno anche abusato di bambini.

Kidflix: l’orrore dei numeri, 1,8 milioni di utenti e 91mila video di abusi

Kidflix è stata creata nel 2021 da un criminale informatico che ne ha ricavato un enorme profitto, diventando rapidamente una delle piattaforme più popolari tra i pedofili. Secondo le autorità, sulla piattaforma sono stati caricati e condivisi 91mila video. In media, sulla piattaforma sono stati caricati circa 3,5 nuovi video ogni ora, molti dei quali sconosciuti alle forze dell’ordine.

A differenza di altre piattaforme note, Kidflix non solo consentiva agli utenti di scaricare i contenuti, ma anche di trasmettere in streaming file video. Gli utenti effettuavano pagamenti utilizzando criptovalute, che venivano successivamente convertite in token. Caricando i titoli, i trasgressori potevano guadagnare token, che venivano poi utilizzati per visualizzare i contenuti.

Kidflix: l’orrore dei numeri, 1,8 milioni di utenti e 91mila video di abusi (EUROPOL FOTO) – Notizie.com

Ogni video veniva caricato in più versioni, di bassa, media e alta qualità, consentendo ai criminali di visualizzare in anteprima il contenuto e pagare una commissione per sbloccare versioni di qualità superiore.

L’operazione Stream rappresenta la più grande operazione mai gestita dagli esperti dell’Europol nella lotta allo sfruttamento sessuale dei minori e uno dei casi più importanti supportati dall’agenzia di polizia negli ultimi anni.

Operazione Stream: la più grande operazione Europol contro la pedopornografia online

Durante l’indagine, gli analisti hanno fornito un intenso supporto operativo alle autorità nazionali analizzando migliaia di video. Gli esperti dell’Europol hanno inoltre verificato tutti i dati disponibili e fornito prove ai Paesi interessati per facilitare l’indagine. 

La dimensione digitale – ha dichiarato Catherine De Bolle, direttrice esecutiva dell’Europol – ha guidato una rapida evoluzione nello sfruttamento sessuale dei minori online. Offrendo ai trasgressori una piattaforma senza confini per contattare e adescare le vittime, nonché per creare, archiviare e scambiare materiale di abuso sessuale sui minori. Alcuni tentano di inquadrare questo come un problema puramente tecnico o informatico, ma non lo è. Ci sono vere vittime dietro questi crimini, e queste vittime sono bambini”.

Operazione Stream: la più grande operazione Europol contro la pedopornografia online (POLIZIA DI STATO FOTO) – Notizie.com

Nello specifico della tranche italiana dell’inchiesta, quest’ultima è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Sono 15 le persone indagate di cui 4 tratte in arresto per detenzione di ingente materiale pedopornografico, con il sequestro di numerosi wallet di criptovalute, nonché dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di files illegali.

Tra gli arrestati figura un 27enne disoccupato di Foggia, un 49enne informatico di Biella, un 22enne operaio di Caserta e un 36enne massaggiatore di Pesaro Urbino. Tra gli indagati in stato di libertà di età compresa tra i1 22 e i 67 anni, sono emerse differenti figure professionali tra i quali un operaio, alcuni impiegati e liberi professionisti, nonché un esercente la professione forense.

Nel corso delle attività investigative si è avuto modo di accertare anche dell’esistenza di una pagina presente nel dark web denominata Wikipedo. Si trattava di una sorta di enciclopedia dedicata al mondo della pedopornografia con tanto di “manuale di istruzioni per il pedofilo”.

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Francesco Ferrigno