Liberation Day o Apocalisse? Trump scatena i dazi, ecco tutte le tariffe e i Paesi colpiti: colpito duramente anche il Myanmar

“I dazi sono un po’ dolorosi per gli americani, ma ne vale la pena. Stiamo mettendo il nostro popolo al primo posto. In molti casi, gli amici sono peggiori dei nemici in termini di commercio”.

Donald Trump dazi
Liberation Day o Apocalisse? Trump scatena i dazi, ecco tutte le tariffe e i Paesi colpiti: colpito duramente anche il Myanmar (TWITTER FOTO) – Notizie.com

Così il presidente Usa Donal Trump mentre firmava il nuovo ordine esecutivo sui dazi destinati a diversi Paesi nel mondo, compresi quelli dell’Unione europea. Per il tycoon è il Liberation Day, per le borse globali è notte fonda.

Nella lunghissima lista dei Paesi colpiti (in basso l’elenco completo con le rispettive tariffe) non è stato risparmiato nemmeno il Myanmar, colpito una settimana fa da un terremoto devastante che ha provocato più di 3mila morti e circa 5mila feriti. Per il Paese asiatico i dazi sono al 44%, una delle tariffe più alte in assoluto insieme al Laos (48%), al Madagascar (47%), al Vietnam (46%) e alla Cambogia (49%).

L’Italia e l’Ue rispondono: la guerra commerciale è inevitabile?

L’introduzione delle tariffe ha provocato l’immediata reazione della premier Giorgia Meloni: “Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale – ha detto la presidente del Consiglio – che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei“.

I dazi di Trump, in vigore dalle ore 22 di ieri e che per l’Europa significa tasse al 20%, hanno provocato sgomento, minacce di contromisure e richieste di negoziati. I principali partner commerciali degli Usa, insomma, sarebbero ben lungi dal cominciare una vera e propria guerra commerciale. Secondo il capo della Casa bianca le tasse “farebbero ai partner commerciali statunitensi quello che hanno fatto a lungo agli Stati Uniti”.

Donald Trump
L’Italia e l’Ue rispondono: la guerra commerciale è inevitabile? (TWITTER FOTO) – Notizie.com

Tra gli obiettivi c’è la realizzazione di nuove fabbriche e posti di lavoro negli Usa. Al tempo stesso, però, i dazi colpiscono i cittadini più vulnerabili e aumentano a dismisura il rischio di recessione. “I contribuenti sono stati derubati per più di 50 anni. – ha detto Trump – Ma non accadrà più“. Secondo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen “le conseguenze saranno disastrose per milioni di persone in tutto il mondo. Alimentari, trasporti e medicinali costeranno di più”.

Nel mirino anche Regno Unito (10%) e Giappone (24%), stretti alleati degli Stati Uniti. Il Brasile, colpito da dazi al 10%, sta valutando di fare appello all’Organizzazione mondiale del commercio. Il Parlamento ha approvato all’unanimità una legge per consentire rappresaglie per eventuali dazi sui beni brasiliani. I mercati finanziari sono stati scossi, con i future sulle azioni statunitensi in calo fino al 3%. I prezzi del petrolio sono scesi di oltre 2 dollari al barile. Il peso dei dazi ricade più pesantemente sulle nazioni dell’Asia-Pacifico, con le tariffe più elevate per i Paesi poveri e finanziariamente precari.

Tutte le tariffe di Trump: quali sono i Paesi più colpiti?

I Paesi asiatici sono anche tra i maggiori esportatori negli Stati Uniti. Il Ministero del commercio cinese (per la Cina i dazi sono al 34%) ha fatto sapere che Pechino avrebbe “risolutamente preso contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi”. In precedenza la Cina ha reagito imponendo dazi più elevati sulle esportazioni statunitensi di prodotti agricoli, limitando al contempo le esportazioni di minerali utilizzati per le industrie high-tech.

L’Unione Europea, in risposta alle tariffe su acciaio e alluminio, ha imposto tasse su 26 miliardi di euro di beni statunitensi, tra cui il bourbon. Trump ha minacciato una tariffa del 200% sugli alcolici europei. Alcuni paesi hanno contestato i calcoli della Casa Bianca.

  • Cina: 34% (54%)
  • Unione europea: 20%
  • Vietnam: 46%
  • Taiwan: 32%
  • Giappone: 24%
  • India: 26%
  • Corea del Sud: 25%
  • Thailandia: 36%
  • Svizzera: 31%
  • Indonesia: 32%
  • Malesia: 24%
  • Cambogia: 49%
  • Regno Unito: 10%
  • Sudafrica: 30%
  • Brasile: 10%
  • Bangladesh: 37%
  • Singapore: 10%
  • Israele: 17%
  • Filippine: 17%
  • Cile: 10%
  • Australia:10%
  • Pakistan: 29%
  • Turchia: 10%
  • Sri Lanka: 44%
  • Colombia: 10%
  • Perù: 10%
  • Nicaragua: 18%
  • Norvegia: 15%
  • Costa Rica: 17%
  • Giordania: 20%
  • Repubblica Dominicana: 10%
  • Emirati Arabi Uniti: 10%
  • Nuova Zelanda: 10%
  • Argentina: 10%
  • Ecuador: 10%
  • Guatemala: 10%
  • Honduras: 10%
  • Madagascar: 47%
  • Myanmar: 44%
  • Tunisia: 28%
  • Kazakistan: 27%
  • Serbia: 37%
  • Egitto: 10%
  • Arabia Saudita: 10%
  • El Salvador: 10%
  • Costa d’Avorio: 21%
  • Laos: 48%
  • Botswana: 37%
  • Trinidad e Tobago: 10%
  • Marocco: 10%
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