I dati sono preziosi. Il furto d’identità può valere per i malintenzionati molto più di quanto troverebbero in qualsiasi dei nostri appartamenti qualora venisse svaligiato.
Non è un’esagerazione, è un concetto che, con difficoltà, sta cominciando a fare breccia tra i cittadini. All’aumentare della soglia di attenzione, però, aumentano anche i tentativi ingegnosi per portarci via ciò che di prezioso proviamo a proteggere.
Così nelle ultime ore i campanelli d’allarme sono risuonati su un nuovo tentativo di truffa messo in atto dai cybercriminali. Migliaia, se non milioni di telefonate provenienti da numeri sconosciuti, sono arrivate sugli smartphone di mezza Italia. “Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum“, annuncia una voce femminile evidentemente registrata (o realizzata con l’Intelligenza artificiale.
Come funziona la truffa del curriculum: Il phishing che sfrutta l’ansia da lavoro
L’invito è di aggiungere sull’app di messaggistica istantanea WhatsApp il numero da cui proviene la chiamata, per maggiori informazioni. In quella conversazione arriverà improvvisamente un link per partecipare ad un fantomatico concorso. Una volta compilato il form con i nostri dati, questi finiranno nelle mani dei cybercriminali. Che potranno utilizzarli per compiere truffe a nostro nome o potrebbero essere rivenduti su qualche forum del dark web.
“La polizia postale consiglia di diffidare da chi ci fa proposte estremamente vantaggiose. – ha spiegato Luisa Massaro, dirigente della polizia di stato del Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) di Milano – Attenzione ai pdf in allegato alle mail, possono contenere dei virus, e non cliccate mai sui link ricevuti tramite sms. Non inviate mai a nessuno i vostri documenti di riconoscimento“.
I consigli sono sempre gli stessi, ma è bene ripeterli come un mantra. L’attenzione dev’essere massima anche sui nostri dispositivi. Tenendoli aggiornati, ed avendo pazienza con le doppie autenticazioni messe in atto da tante applicazioni. Nello specifico, la truffa del curriculum potrebbe essere configurata come l’ennesimo caso di phishing.
Una tecnica che permette ai cybercriminali senza scrupoli addirittura di accedere ai contatti presenti in rubrica, impadronirsi dei nostri account, rubare la nostra identità. I primi a rendere nota la nuova tipologia di frode è stato il Movimento difesa del cittadino (Mdc). Che ha posto l’accento su una tematica fondamentale.
Consigli della polizia postale: come proteggere i tuoi dati dal furto d’identità
Spesso i truffatori sfruttano le nostre ansie, le nostre paure, per spingerci a commettere un errore. È il caso delle false mail e messaggi provenienti da banche, Poste, Agenzia delle Entrate, Inps e così via.
“Ancora una volta ci troviamo di fronte a una truffa che sfrutta l’ansia da ricerca di lavoro e la buona fede delle persone. – ha dichiarato Francesco Luongo, portavoce nazionale di Mdc – Serve maggiore attenzione da parte dei consumatori e un rafforzamento dei controlli da parte delle autorità per contrastare questo fenomeno dilagante che colpisce soprattutto chi si trova in una situazione di vulnerabilità economica“.